La politica onesta

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Dopo aver pubblicato il precedente post che raccontava in modo ironico e forse anche divertente la storia del politico onesto, ho ricevuto e anche giustamente delle piccole critiche perché nella politica ivi compresa quella italiana, esistono ( e meno male) anche i politici onesti. Sicuramente esistono e sennò veramente mi sentirei proprio male incazzandomi più di una puzzola siberiana. Nel post in questione l’onestà è intesa non come una sorta di illegalità, ma della professione di “politico”. La politica intendiamoci non è né bella e né brutta, ma dipende dalle persone che la esercitano; se queste persone sono approfittatrici e pensano di utilizzarla solo per interessi propri o di parte, ecco che si diventa squallidi come il lavoro che si fa; se invece la politica viene esercitata con passione, correttezza e quindi con onestà ecco che il politico e la politica diventano come quello che Platone definiva “arte regia” Questa arte permette di risolvere dopo averli conosciuti e ben valutati i problemi dei cittadini. Quindi se è necessaria la capacità e necessaria anche e soprattutto l’onesta del politico. Il Politico non onesto è quindi colui che si prende gioco non solo di chi lo ha votato, ma anche nei confronti dell’intera comunità o stato, ma per questo (purtroppo) non verrà mai punito con una legge penale o amministrativa appunto perché non ha violato alcuna legge; per questi, se i cittadini elettori dimostreranno alle prossime votazioni un minimo di cervello, verrà punito non ricevendo più voti (il condizionale è d’obbligo visto gli ultimi anni dei nostri rappresentanti politici). Diversa è invece la cognizione del politico disonesto, nel senso che la persona/politico  ha commesso uno o più reati o presunti tali. In Italia e persino a livello locale abbiamo fulgenti esempi di politici pluri-indagati e/o addirittura pluri-pregiudicati che ricoprono cariche istituzionali. Se penso che per un qualsiasi concorso viene richiesto il certificato del casellario giudiziario, per controllare se il candidato al lavoro abbia o meno carichi pendenti…..beh, allora il fatto è ridicolissimo! E voglio congedarmi con una cosetta che ho trovato navigando su internet che la trovo piuttosto carina:

 

La preghiera di un politico (onesto) 

Ho quasi paura, Signore, a dire che mi occupo di politica.

Paura, ma non vergogna.

Quando ho iniziato a percorrere questa strada

sapevo che non sarebbe stata facile, sapevo che sarei stato esposto a

critiche,

e sapevo anche che non avrei risolto

tutti i problemi del mio paese.

Ero un ottimista,

con i piedi per terra

con tanti sogni in tasca

e il proposito di non scendere

a compromessi.

Mai.

Oggi sono lo stesso uomo,

ma ho paura

perché quello del politico

è un lavoro che puzza d’inganno,

un servizio in sospetto di furto.

Eppure so che non è così.

Non è così per tutti.

Lo so per me

e per i tanti

– alleati e avversari –

che senza apparire,

senza fare carriera,

senza succhiare privilegi,

le mani se le sono consumate

ma non sporcate.

Ho paura,

perché il nome della politica

è infangato ogni giorno

e il bene comune

ha lasciato il posto

all’interesse privato,

all’arrivismo di piazza,

al consenso usa e getta.

Forse anche tu, Signore,

sospetti di me?

Credo di no.

Tu mi scruti e mi conosci.

Sai distinguere i cuori

e non confondi il bene col male.

Per questo, con fiducia

e un significativo rimasuglio

di ottimismo,

ti chiedo di farmi vincere

non le elezioni,

la ma tentazione di arrendermi.

Donami il tuo coraggio, Signore,

per mettermi al servizio dei fratelli.

Anche oggi.

Anche domani.

Fino a quando tu vorrai.

Amen.

La politica onestaultima modifica: 2013-03-23T18:58:00+00:00da ilkardone
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