venerdì, 21 ottobre 2011
Piccolo sfogo sulla "libertà"!
Qualche sera fa, invitato all’inaugurazione della sede del portale dedicato agli eventi del mio paesello, una persona da me tenuta in poca considerazione, guardandomi con l’aria un po’ scocciata mi ha detto “ma tu sempre in mezzo stai?” Ora a prescindere da dove sempre in mezzo possa stare, probabilmente mi piace “partecipare” forte della convinzione, che come diceva “Gaber” “Libertà è partecipazione”, possa dare un piccolo, umile e forse insignificante apporto alla vita sociale del mio paese! La libertà: è questo il tema che mi piacerebbe affrontare questa volta senza alcuna pretesa di poter capire al pieno o a spiegarne il suo reale significato. Per libertà, intendo genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto; di conseguenza l’essere liberi vuol dire che non si è soggetti al dominio o all’autorità altrui, che si ha la facoltà di agire a proprio arbitrio, senza subire una coazione esterna che ne limiti, materialmente e moralmente, la volontà e i movimenti. Detto ciò e traendone anche le debite conclusioni si dovrebbe anche avere in un paese “democratico, ma soprattutto libero la cosi detta libertà di stampa; in effetti i giornali le radio e le televisioni dovrebbero garantire e assicurare ai cittadini l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera senza costrizioni e senza paure, ma purtroppo così non è! La libertà non esiste! E’ solo un illusione. I giornali scrivono ciò che gli si dice di scrivere mandando al diavolo l’attenzione sui veri e reali problemi; radio e tv non ne parliamo neanche: ti imbottiscono di così tante notizie che riguardano l’assassinio o il sequestro di persona di turno che la propria attenzione ecco che “zac” si distoglie da ciò che vogliono che si distolga. Ci imbottiscono la testa di programmi assurdi che di educativo non hanno niente….anzi! Si ha paura di fare nomi,…di dire le cose come stanno…si ha paura di schierarsi con chi è più debole stando bene attenti a non raccontare, illustrare o semplicemente descrivere qualcosa che andrebbe contro determinate persone o contro gli amministratori della cosa pubblica del momento. No, non siamo liberi: siamo schiavi dell’economia che tutto regola a proprio piacimento mettendo un piede in testa a chi sta già affogando; siamo sottomessi e condizionati dalle mode del momento, dalle tecnologie, dal fare perché così si fa! Siamo schiavi delle promesse, delle illusioni e delle speranze disattese. Siamo schiavi di un precariato senza fine, del pallone, dei social network, della società e dei condizionamenti sociali ed addirittura del giudizio altrui finendo di comportarsi come un complessato e continuando a comportarsi da “schiavo”. Quando esco la sera e ascolto i discorsi delle persone mi accorgo che non sono più gli stessi; quando sento i nostri ragazzi mi viene uno sconforto unico: sembrano degli automi che ragionano tutti alla stessa maniera chiedendomi se sia io l’anormale! Molto spesso si confonde la “libertà” con il trasgredire ad ogni costo e così si vedono ragazzi che credono nella libertà spesso di commettere azioni incivili! Essere liberi vuol dire, secondo me vivere ogni giorno facendo il proprio dovere senza pensare a come “fregare” il prossimo; combattere nella quotidianità e i suoi a volte crudeli avvenimenti. Libertà è amare la propria famiglia e rispettare tutti e chiunque senza eccezione alcuna. Alla fine sono convinto che siamo nati già in catene in una prigione senza sbarre, e tocca a ognuno di noi spezzarle ed evadere.
13:18 Scritto da: ilkardone | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Siamo schiavi è vero e siamo visti come "strani" se cerchiamo di liberarci da questa schiavitù...domanda da un milione di dollari:
cosa fare, fregarcene del giudizio altrui e rischiare che uesto influenzi anche il giudizio di coloro che per noi contano o adeguarci per paura di non essere capiti?
Scritto da: Mp | lunedì, 24 ottobre 2011
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