Dal medico. (post leggero, leggero…forse)

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Il mio medico curante è uno di quelli che non rispetta gli orari, perché arriva sempre molto prima e va via sempre abbondantemente oltre l’orario di chiusura; è uno di quegli esempi rari di dedizione al lavoro sempre pronto a visitarti senza chiedere nulla in cambio anche a domicilio. E’ uno dei quei medici che oltre a prescriverti medicine e giorni di riposo è sempre pronto a darti, se chiesti, consigli e pillole di vita. Io, un po’ per me o per qualche elemento della famiglia, vado anche se non spessissimo nel suo ambulatorio, e sarà forse un caso, ci trovo sempre le stesse persone. La maggior parte vecchietti che sputano sentenze a destra e a manca e che parlano della propria cagionevole salute. Tra i pazienti più terribili sono con certezza le donne di mezza età ovvero quelle che non sono più giovani, ma che non sono neanche anziane….”vecchie” sì, ma non anziane; sono quelle persone che arrivano e che incominciano a parlare tra loro prima dei vicini, poi dei parenti e poi di persone che non conoscono neanche, ma che cercano di far intendere il contrario apostrofandole con appellativi di cui io mi vergognerei anche lontanamente pronunciare: ecco queste donne qui su al sud le chiamiamo “li chiazzar”. Sono quelle donne che non trovano niente di meglio di fare che parlar male di tutto e di tutti.  Quando le vedo, pur non volendole ascoltare le senti ugualmente, perché non hanno neanche il buon senso di parlare a bassa voce. Mi ricordo di una canzone di De Andrè che s’intitola “Bocca di Rosa” (e chi non la conosce) che recita “donne senza più figli, senza più voglie”! Ecco, così sono queste donne che non potendosi sfogare “diversamente” sputano veleno su incolpevoli e inconsapevoli povere e poveri diavoli. Queste sono quelle persone che una volta entrate nello studio del medico sembra non vogliano più uscire. Io cerco, con aria di chi non gliene frega una mazza, di leggere le riviste sul tavolo, dalla Famiglia Cristiana all’Espresso e dopo che ho esaurito tutte le letture dopo un’ora di attesa, mi accorgo che ci sono solo due persone prima di me ed io incomincio a riprendermi, felice al pensiero che tra qualche minuto potrò sbrigarmi, ma accade l’inevitabile; accade ciò che ogni paziente non vorrebbe mai che accadesse: entra un essere ignobile tra fulmini e saette, nuvole e pioggia battente scansando tutte le bucce di banana e sapone a scaglie che gli butto sotto i piedi entra lui: il “commesso”; é chiamata così questa persona che non è altro che “l’informatore scientifico” altra parola per indicare il rappresentante delle case farmaceutiche che per un regolamento da loro istituito hanno il diritto a entrare ogni due pazienti e che una volta entrati ti fanno aspettare….ma ti fanno aspettare….cacchio se ti fanno aspettare. Ti fanno tanto aspettare che dopo un altra mezz’ora che finalmente arriva il tuo turno ed entri salutando il medico rimani in contemplazione ed estasiato…per la visione del medico? Nooooo!!! E perchè dopo aver letto tutti quei giornali, ascoltato tutte quelle “chiacchiere delle chiazzar’ e dopo aver recitato le litanie alla vista del “commesso”…hai dimenticato perché eri andato dal medico……………………….

Dal medico. (post leggero, leggero…forse)ultima modifica: 2011-10-22T10:54:43+02:00da ilkardone
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2 Responses

  1. Paola
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    Preciso! non cambia una virgola… anche da me! ciao Paola

  2. Mp
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    Meno male che il mio medico esce e urla! 😀

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